L’Osservazione nello Shiatsu

Di Douglas Gattini. Copyright Reg. SIAE

“Un professore di filosofia sale in cattedra e,
prima di iniziare la lezione, toglie dalla cartella
un grande foglio bianco con una piccola
macchia d’inchiostro nel mezzo.
Rivolto agli studenti domanda: <che cosa vedete qui?>
una macchia d’inchiostro, rispose qualcuno.<Bene>, continua il professore, <così sono gli uomini:
vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande e stupendo foglio bianco che è la vita.>

Buttafava (scrittore italiano, 1918-1983)

(L’atto dell’ osservare. Dal latino “observare”: considerare con diligenza)

 

Per noi Shiatsuka la capacità di osservare è fondamentale per poter operare correttamente. Osservare il nostro ricevente significa infatti aprire la strada per conoscerlo, per sapere con chi abbiamo realmente a che fare, per stabilire con lui la migliore relazione possibile in senso professionale, ma soprattutto per impostare l’opportuna strategia di lavoro con il trattamento, per sapere con chi abbiamo a che fare.

Il grande maestro di Omeopatia Smith insegnava ai suoi discepoli medici che dopo le prime reazioni dei loro pazienti, prima di decidere, bisognava tenere in considerazione il “wait and watch”, aspetta e osserva.

Nessuna scelta, nessuna strategia, nessuna idea può affacciarsi alla mente dello Shiatsuka se prima non ha condotto una attenta e adeguata osservazione del soggetto che deve trattare. E’ doveroso però a questo punto fare alcune precisazioni su ciò che significa realmente per noi “osservare”: permettere che dal ricevente arrivino delle informazioni. E’ come scaricare materiale da internet: non dobbiamo andare a cercare qualche cosa nel nostro ricevente (tra l’altro faremmo molta fatica, riuscendo a trarre poche informazioni), dobbiamo invece mettere in allerta gli archetipi dell’uomo dentro di noi e, attraverso questi, ricevere ciò che ci arriva dall’interlocutore per fare le dovute considerazioni.

Con il termine “osservazione” intendiamo quindi la capacità di ricevere informazioni, ma il problema non è solo quello di quanto siamo bravi nel riuscire a prendere, quanto assicurarci di essere in grado di accogliere l’informazione. E per accogliere qualcosa dentro di noi, ci deve essere lo spazio per ospitarla. Il problema sta dunque più in chi riceve le informazioni che in chi le emette. Se nello Shiatsu esiste un problema di osservazione, è perciò dentro di noi e nella nostra incapacità di saper osservare.

E’ importante però anche notare che si deve essere in grado di osservare con un buon grado di oggettività, distinguendo ciò che è reale da ciò che potrebbe essere frutto della nostra immaginazione o deduzione mentale.

Bisogna infine allenarsi assiduamente per mantenere attiva questa facoltà di osservazione che deve essere sempre in funzione in uno Shiatsuka. Se viene meno va riattivata prontamente, dedicando per esempio del tempo ad osservare la gente in maniera vigile con una mente calma e trascendente. Può essere utile anche solo sedersi in un mezzo pubblico e trascorrere qualche ora ad osservare i passeggeri che vanno e vengono: avremo sicuramente un campionario bello e vario!

Il fatto di diventare esperti osservatori dell’uomo ci servirà anche per avviare il nostro ricevente sulla strada dell’auto osservazione, guidandolo gradualmente in questo percorso di studio molto interessante e a volte anche divertente.