La Strategia nello Shiatsu

Di Douglas Gattini. Copyright Reg. SIAE

 

“Nulla è tanto difficile che,
a forza di cercare non se ne possa venir a capo”

Terenzio (commediografo latino, 185-159 a.C.)

(L’abilità di superare situazioni difficili per la conquista di un territorio)

 

E’ di assoluta importanza essere in grado di utilizzare la seduta di Shiatsu basandoti principalmente su ciò che serve al ricevente, mettendolo al centro del tuo lavoro come vero protagonista dello Shiatsu. Più sarai in grado di adoperarti per questo tuo compito, più facilmente il ricevente troverà la sua strada del recupero. Questo lavoro è possibile realizzarlo soltanto se hai una chiara strategia di trattamento.

Per avviare una strategia di lavoro con lo Shiatsu bisogna innanzitutto aver acquisito le conoscenze adatte per compiere una corretta valutazione. Essa ti permetterà di formulare un progetto che corrisponda ad una proposta che sia in grado di affrontare innanzitutto gli squilibri più evidenti nel ricevente.

In una seduta di Shiatsu non ti è possibile trattare tutti i meridiani, le zone e i punti riflessi del corpo. Potresti anche farlo, ma ne risulterebbe un trattamento assai generico e superficiale a causa del tempo ridotto per le pressioni. E’ bene comunque sempre trattare l’addome, la schiena e qualche meridiano iniziando dalle parti del corpo che richiedono un primo soccorso.

La strategia del lavoro nel trattamento, quindi, deve corrispondere a scelte programmate che ritieni essere di primaria importanza per il riequilibrio del tuo ricevente. Una volta appurata questa strategia, che potremmo chiamare “primaria”, è possibile aprire lo spazio ad una strategia “secondaria” esperienziale Shiatsu, governata dall’interazione, dalla percezione e dalla comunicazione non verbale, nella quale la mente cessa ogni sua attività per lasciare il posto all’esperienza viva del riequilibrio energetico.

Devi dunque ben distinguere questa seconda strategia da quella iniziale. Nella prima, di tipo orizzontale, si determina il territorio su cui “impiantare” lo Shiatsu. Nella seconda, invece, quella della pura pressione, di tipo verticale, l’approccio non è mediato dalla mente, ma totalmente dominato dal fattore interattivo energetico.

Una buona strategia di Shiatsu in questo senso è quella che ti permette di risparmiare tempo ed energie per te e per i tuoi riceventi e fa in modo di migliorare sensibilmente il loro stato di salute. Inoltre, ti dà la possibilità di spiegare a chi si affida alle tue mani non solo quali sono le radici energetiche dei loro squilibri, ma anche quale è la strada da seguire per il recupero delle loro funzioni energetiche con relativo programma strategico da compiere da parte loro. Un fattore questo che sarà un importante cardine del programma di autoeducazione al loro benessere.