La Ricerca

Di Douglas Gattini Copyright Reg. SIAE.

“Una vita senza ricerca
non è degna di essere vissuta”

Socrate (filosofo greco 469-399 a.C.)
(La Ricerca: Indagine per allargare la conoscenza su un determinato argomento.)

Di solito la ricerca viene intesa come una fatica, qualcosa che si deve fare per forza, per dovere, ma non per piacere, per poter raggiungere un obiettivo prefissato. Pensa così chi non comprende che la ricerca rappresenta in realtà una grande spinta evolutiva per l’individuo e non gli interessa nemmeno perseguire questo cammino.

La ricerca è fondamentale nello Shiatsu. Questa disciplina prevede infatti un percorso d’apprendimento particolarissimo che implica uno studio speciale per il quale non bastano le lezioni teoriche e nemmeno l’aver visto l’esecuzioni delle tecniche, ma è necessaria una approfondita conoscenza, soprattutto delle dinamiche energetiche dell’essere umano e tutto questo non si impara sui libri o per sentito dire.

Artigiani quali siamo noi, è soprattutto con le mani che acquistiamo la conoscenza e per questo bisogna davvero sviluppare una ricerca anche con metodi non razionali, potenziando meccanismi interiori quali la meditazione, la sensibilità, la percezione e l’ascolto.           In questo modo si realizza un’espansione di quella visione che ci è stata trasmessa dall’educazione in generale che ci porterà ad una maggiore responsabilizzazione nei confronti di noi stessi e dell’apprendimento della disciplina. Per questo la scuola di Shiatsu non si occupa dell’allievo solo in merito alle conoscenze che sta acquisendo, ma anche alla sua intimità animica, quello spazio in cui solo lui può entrare per conoscersi realmente e deve farlo con la stessa energia che impiega per conoscere la realtà esterna. E’ evidente dunque che si tratta di una strada di ricerca nella quale il soggetto da studiare è la persona stessa che apprende.

Chiariti questi concetti, si è in grado di affrontare in modo adeguato i vari aspetti che l’apprendimento dello Shiatsu comporta, da quelli più pratici manuali a quelli tecnici e teorici, ma sempre orientati comunque verso una conoscenza complessiva dell’essere umano, a partire da se stessi. Ed è importante sottolineare che il bagaglio di conoscenza dell’operatore dovrà sempre essere aggiornata anche a formazione ultimata, in quanto ci saranno di sicuro non solo informazioni da aggiungere al sapere acquisito, ma anche e soprattutto esperienze che lo porteranno ad una sempre maggiore apertura della consapevolezza e delle capacità percettive e di maturazione come persona. Ecco dunque che la ricerca non finisce davvero mai!

Il desiderio di percorrere questo cammino di ricerca dovrà, con le dovute proporzioni, essere trasmesso anche ai riceventi per la loro crescita personale affinché diventino protagonisti responsabili della loro situazione di salute e perciò più autonomi e liberi. E chissà che questo cammino di ricerca non li porti un giorno anche a praticare essi stessi questa disciplina!