La Disciplina nello Shiatsu

Di Douglas Gattini. Copyright Reg. SIAE.

 

“Non educare i bambini nelle varie discipline
ricorrendo alla forza, ma come per gioco,
affinché tu possa meglio osservare
quale sia la naturale predisposizione di ciascuno.”

Platone (filosofo greco, 427-347 a.C.)

(Dal latino “disciplina”: materia di studio e d’insegnamento)

 

 

Disciplina è un termine forse di comprensione non facile ed immediata perché indica sia una materia di studio e d’insegnamento che una sorta di rigore, fermezza e rispetto per conseguire un risultato, che può essere anche l’apprendimento stesso di una disciplina. Disciplina può rappresentare anche dunque un percorso di apprendimento di una materia, regolato da precise norme stabilite da chi conosce la materia per esperienza diretta. Solo infatti chi ha seguito con dedizione, impegno e sacrifici la via della esperienza specifica può arrivare a conoscerne i meccanismi intrinseci. Quando si è in grado di capire i singoli passi da effettuare nel percorso di crescita e maturazione  e si possiede il dono dell’insegnamento, si può essere nella condizione di proporre ad altri un percorso d’apprendimento della disciplina stessa.

Per quanto riguarda lo Shiatsu il concetto di disciplina è legato alla capacità di sapersi fare strada con rigore e determinazione nel percorrere questa via di conoscenza, rispettando la tradizione. In questo percorso di crescita nessuno deve sviluppare istinti sadici per far soffrire qualcun altro e, nello stesso tempo, nessuno deve diventare un masochista adulatore nei confronti di qualcun altro a cui vorrebbe delegare il potere della verità.

Chiarito questo, non dobbiamo temere, qualora sia necessario, anche l’uso di una certa disciplina marziale nell’insegnamento dello Shiatsu, a volte anzi, è proprio necessaria, ma solo in un contesto in cui l’allievo, ricercatore di conoscenza Shiatsu, lavora con i propri limiti per arrivare ad una pratica corretta. Non si tratta ovviamente di bieco autoritarismo, ma spesso della sola strada, oggettivamente parlando, per raggiungere l’obiettivo finale che, in definitiva, è quello di compiere un lavoro nei confronti dei propri squilibri e delle proprie disarmonie. Ed è fondamentale che ad un certo punto del percorso di apprendimento ci sia questo cambio radicale nel relazionarci all’interno di questa ricerca e di tutto ciò che la regola: occorre passare da una accettazione ed esecuzione di una disciplina dettata da terzi ad una autodisciplina che deve essere chiaramente riconoscibile anche da parte degli altri.

E si badi anche che chi segue la disciplina dello Shiatsu non è un “discepolo”, ma semplicemente un allievo. Qualora un “maestro” proponesse in maniera del tutta onesta anche un percorso di vita spirituale attraverso l’esperienza dello Shiatsu, deve però dichiararlo per non associare la sua ricerca spirituale con lo Shiatsu in generale, quello riconosciuto dalle federazioni di categoria, diffuso dalle scuole ad esse collegate.

In definitiva, nello Shiatsu più che di disciplina, sarebbe più corretto parlare di autodisciplina.