63 – Lo Shiatsu al fronte

Mio suocero, che nacque nel 1895, fu soldato francese giovanissimo al fronte della prima guerra mondiale e decorato al merito da De Gaulle con la “Legion d’Honneur”.
Nel 1915, in una battaglia, durante un attacco dei tedeschi, si perse e da solo, dopo una lunga camminata, raggiunse un cascinale abbandonato.
Lì si nascose dietro ad alcuni cumuli di fieno.
Ad un tratto sentì un fruscio e puntando la baionetta si diresse verso il luogo da dove sembrasse provenire il rumore.
Improvvisamente, a pochi metri da lui, si trovò di fronte un giovane soldato tedesco, anche lui perso, che gli puntava la baionetta.
I due si guardarono negli occhi a lungo puntandosi l’arma a distanza ravvicinata.
All’inizio, impietriti dalla paura, poi, continuando a scrutarsi cominciarono a dialogare con un linguaggio non verbale e nel contempo ad arretrare, guardandosi sempre negli occhi.
Quando ebbero raggiunto una certa distanza di sicurezza tutte due se la diedero a gambe risparmiandosi così la vita a vicenda.
Questa storia coinvolge a tutti gli effetti gli stessi paradigmi della relazione non verbale tra due persone nello Shiatsu.
Lo Shen, quando parla con il linguaggio non verbale del cuore, è capace di produrre veri miracoli, come quello di migliorare lo stato di benessere delle persone invitandole a smettere di farsi la guerra.

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