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VOLONTARIATO

01/10/2003
Pietro Roat, Operatore Shambàla nell' Ospedale Psichiatrico

 

"Progetto per un’Attività Shiatsu di Gruppo" è il titolo dell’iniziativa di Volontariato curata dal Gruppo Regionale Shiatsu del Trentino Alto-Adige che si è appena conclusa a Pergine Valsugana (TN), all’interno dell’ex O.P. Area Psichiatrica diretto dal Dott. Alfredo Vivaldelli.

L’iniziativa, articolata in un ciclo di 10 incontri di 2 ore l’uno, con cadenza settimanale, è iniziata alla fine del mese di maggio 2003. Hanno condotto l’esperienza 4 Operatori Shiatsu con l’obiettivo di "comunicare" a praticare lo Shiatsu a utenti con patologie psichiatriche di vario genere, molti dei quali anche in età avanzata. L’intenzione era di portare ai soggetti destinatari una nuova e meravigliosa esperienza di contatto umano che, oltre ad essere d’aiuto nel miglioramento dell’accettazione del proprio corpo con tutte le armonie e disarmonie universali (ma anche per questo individuali), potesse creare una situazione di gruppo stimolante e un miglioramento del rapporto operatore-utente all’interno della struttura.

L’attività proposta ha coinvolto circa una ventina di ospiti di 2 Case Famiglia dell’ex O.P. Area Psichiatrica ed è stata coordinata dai 2 Operatori Shiatsu Luciano Ardesi e Jessica Trevisan e dai 2 Allievi al 3° anno di un corso professionale Mara Martinelli e Pietro Roat, con la preziosa collaborazione di 1 Educatrice Professionale, 1 Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, 2 Operatrici Tecnico Assistenziali e 1 Infermiera.

Dopo un incontro preliminare di presentazione dello Shiatsu agli Operatori Sanitari del Centro e due incontri di "prova", che sono serviti per testare le possibilità degli utenti e per conoscere le loro patologie, sia fisiche che psichiche, l’attività è stata organizzata dividendo gli utenti in 2 gruppi. I gruppi erano formati dagli ospiti della struttura che si fermavano per un’ora di corso più gli operatori che rimanevano per le due ore; in questo modo all’interno del gruppo non esistevano più le disparità utente – operatore, ma l’ospite lavorava sull’operatore e viceversa togliendo per un’ora differenze di ruolo. Sono stati insegnati semplici esercizi di do-in (anche a coppie), alcuni facili passaggi di Autoshiatsu sul viso, e 2 kata completi (uno supino e uno sul fianco) che sono stati studiati su misura dei soggetti stessi pur salvaguardando l’autenticità dello Shiatsu proposto.

La risposta degli utenti e degli operatori è stata entusiastica e talvolta addirittura sorprendente e del tutto inaspettata! Tutti, superate le difficoltà e la titubanza iniziali, si sono lasciati coinvolgere con interesse nelle attività via via proposte e i miglioramenti alla fine dei 10 incontri sono risultati ben visibili non solo a noi Operatori Shiatsu, ma anche a tutti gli Operatori del Centro e agli utenti stessi, dimostrando la piena validità e riuscita del progetto presentato.

Da parte degli operatori della struttura c’è stata la richiesta pressante (considerando come un tradimento se non si dovesse continuare) di poter continuare l’esperienza nel prossimo futuro con le altre due case – famiglia e con gli ospiti che hanno già fatto l’esperienza; infatti da parte loro è stata ventilata la possibilità di continuare l’esperienza in convenzione e non più come volontariato.

  A completamento dell’articolo pubblicato giovedì 25 settembre sul giornale Adige di Trento vorrei precisare che il Progetto attuato presso l’Ex O.P. Area Psichiatrica di Pergine Valsugana (TN) è nato, ed è stato realizzato, con lo scopo preciso di portare all’interno della struttura una nuova, originale e unica esperienza di contatto umano.

Lo Shiatsu, in quanto Arte "da cuore a cuore" si è rivelato un ottimo strumento che ci ha permesso di ottenere lo scopo prefissato attraverso la proposta di molti esercizi di Do In, qualche facile passaggio palmare e molto Auto-Shiatsu, senza che nessuno di noi operatori abbia mai pensato di istruire al fine di insegnare a praticare lo Shiatsu su altre persone in quanto ciò sarebbe stato incongruente e incompatibile con la "filosofia" del progetto stesso.

Se nell’articolo compare la parola "insegnato" (e vi compare tra virgolette!) è solo per scorrevolezza e semplicità; al suo posto si sarebbe potuto leggere: proposto, comunicato, suggerito…. e così via.

Da sottolineare che in seguito all’uscita dell’articolo sono arrivate numerose telefonate, per richiedere trattamenti, da genitori di persone con disturbi sia psichici che psicologici. Ciò a testimoniare che l’attività da noi svolta ha portato a conoscenza di più persone sia lo Shiatsu che la Federazione Italiana Shiatsu.

Pietro Roat

Co-ideatore del Progetto

 

Vedi Home Page Sito > Rassegna Stampa > 27-28 "Lo Shiatsu in psichiatria" 1 e 2 del Giornale L’Adige

 

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