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Lo Shiatsu

 

 Testo di D. Gattini e M. Agazzi da “La Seduta di Shiatsu” Ed. Maki Copyright Gattini-Agazzi 1999

  Lo Shiatsu come forma di equilibrio olistico


Le caratteristiche della pressione Shiatsu e le sue modalità d’attuazione, insieme alla matrice di pensiero orientale, collocano questa disciplina in un contesto particolare non solo come tecnica manuale, ma anche come intervento curativo, diverso da quelli a cui per tradizione siamo abituati.

Esso si inserisce infatti nella visione orientale di salute e malattia legata al flusso dell’energia all’interno del corpo e, attraverso la pressione effettuata con una tecnica precisa lungo il decorso dei canali energetici, mira a mantenere, o ristabilire se necessario, la fluidità, la dinamicità e l’efficienza di questi percorsi che garantiscono il libero dispiegarsi delle forze vitali che presiedono al buon funzionamento di tutto l’organismo e determinano quindi la condizione di salute della persona.

L’operatore Shiatsu con una sapiente gestione della pressione è in grado di drenare efficacemente zone del corpo con eccessi di energia ristagnante e di tonificare invece quelle che ne sono rimaste prive, riportando quindi una situazione di equilibrio e permettendo così all’energia di fluire in modo libero e armonioso.

In questo modo il corpo potrà funzionare al meglio, riconquistando una condizione di salute ottimale grazie all’eliminazione di squilibri fastidiosi che lo affliggono e che altro non sono se non il risultato di una carente distribuzione energetica.

Si noti inoltre che sono proprio le conoscenze di medicina cinese che permettono all’operatore un’attenta valutazione dello squilibrio, offrendogli gli elementi per inquadrare in una precisa dinamica energetica anche le condizioni di carenza e di eccesso rilevate con le mani nelle zone e nei punti che egli tratta e che si rivelano essere uno specchio della situazione di dialogo dello Yin e dello Yang nella persona, nel quadro che i cinque elementi in essa delineano. Sulla scorta di queste informazioni egli sarà in grado di lavorare in modo adeguato per innescare quel processo che porterà al riequilibrio del flusso energetico. Quello dello Shiatsu è un intervento quindi del tutto naturale che si esplica in sintonia con le leggi stesse della natura, andando a potenziare o ristabilire dei processi naturali fisiologici che si attuano nell’uomo come in tutto l’universo.

E’ evidente allora che lo Shiatsu non interviene sul piano della malattia, andando a contrastarla, come accade normalmente con l’utilizzo dei farmaci, ma si rivolge alle forze di guarigione intrinseche che ogni uomo naturalmente possiede, fornendo loro l’adeguato sostegno perché possano esplicarsi al meglio, riportando verso l’equilibrio le funzioni del corpo. La pressione Shiatsu rappresenta cioè proprio uno stimolo ben calibrato per andare a risvegliare e ad attivare queste forze guaritrici che, pur presenti in ognuno di noi, sono però spesso sopite per il modo del tutto innaturale di condurre la vita nella nostra società industrializzata, particolarmente quella delle città che ci allontana sempre più irrimediabilmente dalla natura. Oltre che del tutto naturale, il processo di guarigione diventa così anche un processo individuale che scaturisce proprio dall’interno stesso della persona e che può diventare un vero processo di autoconsapevolezza rispetto alla propria salute.
Lo Shiatsu inoltre, proprio per il fatto di agire stimolando dei processi naturali, rappresenta un’efficace possibilità di intervento curativo del tutto esente da effetti collaterali negativi, presentati invece generalmente dai farmaci chimici. La sua azione è infatti sempre benefica e anche qualora non risolvesse completamente il problema, non solo non crea danni nel corpo fisico, ma rappresenta sempre uno stimolo positivo per il suo funzionamento e un rafforzamento del suo potenziale energetico.


Sempre per questa sua modalità d’intervento volta a stimolare e rafforzare l’energia vitale e la capacità di guarigione intrinseca dell’individuo, un’altra particolarità interessante dello Shiatsu è quella di essere una disciplina di olistica, che si rivolge cioè alla persona, considerandola globalmente nell’insieme del suo essere, delle sue componenti e del suo funzionamento; non soltanto come spesso si è abituati a fare, in relazione al sintomo che presenta o alla sua parte dolente, poiché anch’essi fanno parte della realtà complessiva della persona stessa e sono il risultato dell’interazione di tutte le sue funzioni.
Per tutti questi motivi lo Shiatsu costituisce anche una valida opportunità nel campo della prevenzione, aspetto importante nel mantenimento della salute che spesso non viene tenuto nell’adeguata considerazione. Un corpo infatti in cui l’energia vitale è mantenuta costantemente attiva, allenata ed efficiente svolge le sue funzioni in modo ottimale ed è in grado di mantenere elevate le difese nei confronti delle aggressioni dall’esterno, poiché la sua condizione di base è equilibrata.

Sempre a questo proposito il fatto forse più significativo ed interessante è che l’operatore, attraverso il suo tipo particolare di valutazione, è in grado di rilevare anche squilibri energetici prima ancora che si siano evidenziati a livello organico, permettendo così di mettere veramente in atto un effettivo intervento di prevenzione, risolvendo il problema alla sua origine, prima del suo manifestarsi.

 

 Caratteristiche dello Shiatsu


Come suggerisce il nome stesso, la pressione Shiatsu si effettua con il dito e precisamente con il pollice, nel quale si trova il maggior numero di recettori sensoriali della mano ed al quale corrisponde sulla corteccia cerebrale un’area maggiore non solo rispetto alle altre dita, ma anche a tutte le altre parti del corpo. E’ per questo motivo che il pollice rappresenta per così dire l’ “arnese” fondamentale dell’operatore Shiatsu nella sua pratica. Le altre dita della mano hanno comunque un ruolo importante nel trattamento, in quanto accompagnano l’azione pressoria del pollice e, pur non attuando una pressione sul ricevente, costruiscono con lui un rapporto di contatto sostenente, di supporto alla sua azione curativa.

Va precisato però che nel trattamento, in caso di necessità, è possibile usare anche altre parti del corpo: il palmo, quando la zona da trattare è più ampia e richiede una pressione con un contatto più ampio e avvolgente; oppure il gomito, quando occorre utilizzare sul ricevente una quantità di peso notevole per una forte stimolazione, intesa a sbloccare un significativo accumulo di energia. Va ricordato che può anche capitare di ricevere pressioni effettuate con il ginocchio, intervento non usuale utilizzato solo in casi eccezionali. Per i motivi sopra citati e per la sua versatilità e incisività d’impiego, lo strumento d’elezione dell’operatore Shiatsu resta pertanto sempre il pollice.

Affinché questa pressione con il pollice sia efficace, deve essere effettuata secondo caratteristiche ben precise. Diciamo innanzitutto che si tratta di una pressione costante nella quantità di peso. Essa è in pratica uno stimolo che rimane invariato sul corpo del ricevente, rispettando puntigliosamente ogni sua reazione di accettazione o meno, così come la sua capacità di reagire ad esso. Questo fa sì che non provochi dolore fastidioso, il quale determinerebbe altrimenti una reazione di chiusura, vanificando così l’effetto del trattamento. Qualora anzi il ricevente dovesse provare dolore, deve segnalarlo e sarà l’operatore stesso ad invitarlo a fare ciò.

Sempre per questa sua caratteristica di costanza nell’effettuazione, la pressione Shiatsu è perciò molto ferma, non aumenta e non diminuisce durante la sua azione. Diciamo inoltre che è statica nel tempo di esecuzione: mentre viene attuata non c’è movimento alcuno delle mani sia in direzione verticale che orizzontale. E’ proprio questa staticità, unita alla lentezza di esecuzione, che permette di agire non solo sul corpo fisico su cui viene direttamente applicata, ma anche sulla condizione psichica della persona, arrivando a contattare il suo livello energetico più profondo e perciò tutti gli aspetti della sua realtà.

La pressione Shiatsu è inoltre sempre perpendicolare rispetto alla zona o al punto che viene trattato e ciò significa che il peso esercitato dall’operatore è scaricato in linea retta con il punto d’appoggio e il centro stesso del corpo o dell’arto interessato al trattamento. Tutto questo garantisce la stabilità del rapporto pressorio tra operatore e ricevente e la possibilità di un’adeguata reazione del corpo al trattamento, poiché una pressione non perpendicolare diventerebbe instabile, trasmettendo insicurezza per la sua tendenza a scivolare e non potrebbe avere perciò una buona efficacia curativa.

Una caratteristica piuttosto insolita dello Shiatsu, in quanto tecnica applicata manualmente sul corpo, é inoltre quella di essere eseguita senza sforzo muscolare, ma impiegando unicamente il peso del corpo di chi opera. A differenza infatti di molte altre forme di manipolazioni l’operatore usa solo l’appoggio rilassato naturale del suo corpo senza premere con la forza, o lo sforzo, dei suoi muscoli che, pur essendo in azione, non sono in tensione a vantaggio del suo armonioso stato di rilassamento e di conseguenza anche di quello del ricevente che non sente su di sé alcun intervento violento o forzato e può perciò più agevolmente abbandonarsi con fiducia al trattamento.
La forza e la potenza di questa pressione così singolare che non usa sforzo muscolare, deriva invece dalla centratura dell’operatore in Hara, quell’importante zona sottombelicale tenuta in grande considerazione dagli Orientali, che costituisce il vero baricentro fisico ed energetico del corpo e dei suoi movimenti. Mentre esegue il trattamento l’operatore è in stretto contatto con questa area che diventa il punto di riferimento e l’asse centrale di tutti i suoi movimenti che solo così possono essere realmente armoniosi, centrati e ben calibrati, dando incisività alla sua pressione.

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