CSS Drop Down Menu by PureCSSMenu.com

ATTIVITA' CULTURALE

06/12/2010
La Nanotecnologia è utile alla cura delle malattie?

 

Di Douglas Gattini

 Un’affermazione interessante che scaturisce dalla proposta di utilizzare la nanotecnologia nel campo della cura delle malattie risulta essere che "...persone diverse anche con lo stesso male reagiscono in modo spesso molto diverso allo stesso trattamento...". E' mia opinione che le tecniche e, in generale, l'esperienza accumulata da parte dei professionisti che lavorano nel campo della cura, debbano sempre e comunque venir incontro, eccetto il pronto soccorso, alla persona prima che alla malattia.

 Non è ancora chiaro da parte di chi propone la nanotecnologia ad uso curativo (ce ne sono anche altri utilizzi) se l’oggetto del confronto sia la malattia o la persona.

 La nanotecnologia utilizzata nel settore della cura delle malattie può anche rappresentare un vantaggio in più rispetto alla forma classica accademica universitaria di curare, ma, a mio avviso, può anche andare incontro a due possibili problematiche.

 La prima é che il "piccolo", il nano,  non può essere soltanto considerato fine a sé stesso in quanto materia. Ciò per me può davvero diventare rischioso quanto giocare con l'atomo. Il rischio, cioè, che possa diventare uno strumento negativo in quanto usato maggiormente dagli interessi spregiudicati dell’ ego umano piuttosto che a favore di un assecondamento di ciò che la Natura stessa fa per il nostro bene. Potrebbe nascere anche qui una materia per così dire “radioattiva”.

 Occorre che la nanotecnologia riconosca innanzitutto i propri limiti. Da qui è bene che, in fatto di cura della salute, traghetti all’ ormai bi centenaria Omeopatia. In questo caso, in modo “quantico”, potremmo approdare, prima ancora che alla parte psichica spirituale dell’essere umano, alla seconda realtà esistenziale, quella dell’energia, che i cinesi sapientemente usano per curarsi con l’agopuntura e altre tecniche da più di tre mila anni.

 Il secondo problema che si presenterebbe nell’utilizzo della nanotecnologia ad uso curativo è il “diritto di copyright” che la stessa Natura ci chiederebbe qualora la ricerca su questo settore fosse portata avanti con una testa invasa da “cocciutaggine” pseudoscientifica. Un modo di pensare che presume che si sia capaci di saper gestire i profondi livelli di funzionalità della legge naturale, essendo però, di fronte a questa, sprovvisti di consapevolezza percettiva  esperienziale trascendentale.

  Pur non condividendo tutto ciò che afferma nel suo insegnamento il Prof. Antonino Zichichi, una cosa sento di sostenergliela: se avessimo la pretesa di voler gestire i fenomeni della natura nei suoi strati sottili, “bisogna bussare alla porta del Creatore” (o chiamiamolo come vogliamo) “e chiedere permesso”. Principio che a mio parere non deve appartenere soltanto alla religione o alla fede, ma, parlando a livello della cura delle persone, deve anche essere proprietà degli atei come fondamento squisitamente etico professionale.

Copyright © Shambala Shiatsu di Douglas Gattini Via Jean Jaurés 9 20125 Milano P.iva 13296490157
Realizzazione grafica Vittorio Pavesio Productions Multimedia