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101 Storie Shiatsu

62 - L’allieva di Shiatsu che non pagava il biglietto del tram

Un certo cambiamento interiore accade sempre in chi si interessa di Shiatsu.
A maggior ragione in chi ha deciso di imparare a praticarlo.
Ci sono sempre alcune condizioni di fondo nella nostra mente e nel nostro modo di vedere le cose del mondo che necessariamente si attuano in chi fa Shiatsu.
Non è questione di aderire ad una filosofia né, peggio, ad un bieco moralismo.
Si tratta semplicemente di usare la mente nella maniera più naturale possibile evitando di pensare in modo accelerato o ansioso.
Può essere che qualcuno faccia fatica a cambiare questo modo di utilizzare il pensiero, e allora gli tocca abbandonare lo Shiatsu in quanto l’attenzione mentale non riesce ad essere sufficientemente calma e concentrata per l’esecuzione della tecnica.
Accadde che una mia allieva volle abbandonare lo studio dello Shiatsu.
Questa persona nella sua vita quotidiana aveva deciso per principio di non pagare mai il biglietto del tram.
Viaggiava quindi sui mezzi pubblici sempre con l’idea di risparmiare dei soldi, ma allo stesso tempo con la preoccupazione di poter essere scoperta dai controllori.
Insomma una vera sfida, un continuo giallo sui mezzi pubblici accompagnato da ansia e preoccupazione.
Molti anni dopo aver abbandonato lo Shiatsu la vidi per caso seduta nello stesso tram in cui io viaggiavo.
Ad un certo punto, in mezzo alla gente, senza farmi riconoscere, pensai di imitare il controllore e dissi a voce alta: “Biglietti!!!”.
La mia ex-allieva impallidì e cominciò a stare visibilmente male.
Quando mi riconobbe, capì lo scherzo.
Io, invece, percepii davvero in quel momento perché le era stato tanto difficile lasciarsi andare con la mente quando studiava Shiatsu.

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